Con il termine di Pantani d'Inferno, la stragrande maggioranza delle persone che li frequentano, è solita indicare i piccoli pantani su lato nord della strada Sacramento che congiunge la S.P. 46 Litoranea con la strada Lungomare, giusto alle spalle della duna litoranea.
In realtà i Pantani d'Inferno propriamente detti occupano una area di circa 50 ettari immediatamente a sud del Lago di Caporolace, il terzo della serie di 4 laghi che si susseguono lungo la costa pontina per circa 40 km da Latina al Monte Circeo.
Tale area è compresa appunto tra il lago di Caprolace a Nord-Ovest, la strada Diversivo Nocchia ad est, l'area degli Stagni di S. Andrea a Sud-Est e la strada Lungomare ad Ovest.

Il modo migliore per raggiungere questo sito, provenendo da Roma è il seguente:

al km 67 circa della S.S. 148 Pontina si prenda la deviazione verso S. Felice Circeo, Terracina, Napoli; Dopo circa 20 km si giunge ad una rotatoria (la terza dopo la deviazione) e si interseca la Strada Migliara 45. Svoltare a destra in direzione di Borgo Grappa. Qui giunti (nuova rotatoria) si interseca la Strada Provinciale 46 Litoranea. Svoltare a sinistra e percorrere la Litoranea (attenzione si chiama Litoranea ma non costeggia il mare) per circa 7-8 km quando si incrocia sulla destra (a sinistra c'e la Foresta del Circeo ottima per foto di ambiente boschivo) la Strada Sacramento. Svoltare a sinistra e percorrerla fino alla fine. Immediatamente prima di giungere sul mare sulla destra, attaccati alla strada, si trovano dei piccoli patani allagati, al margine del lago di Caprolace. Questa è la zona in cui fotografare. Basterà accostarsi al margine del canaletto con l'automobile e restare tranquilli senza scendere tassativamente dall'automobile!! Infatti gli uccelli sono abituati alle automobili ma fuggono immediatamente se vedono la figura umana.

Dal margine del canale si estendono degli stagnetti larghi circa 40 metri. Quindi avrete gli animali al massimo a questa distanza. Alla fine degli stagnetti c'è il margine del lago oltre cui non è più possibile fotografare. Tra le salicornie è possibile avvistare e fotografare molte specie di uccelli.
A questo proposito un consiglio: Munitevi di un pezzetto di tela (50x50 cm): praticategli un taglio al centro ed usatela per oscurare il finestrino da cui spunterà solo il teleobbiettivo. Questo perchè mentre gli animali che sostano sul margine più lontano degli stagnetti non saranno minimamente influenzati dai vostri movimenti dentro l'automobile, capiterà con molte specie più confidenti (sgarze ciuffetto, spatole, cavalieri d'Italia, alzavole, svassi, cormorani e tutti i limicoli), che vi vengano a pasturare praticamente sotto la macchina ed allora, se sarete con il viso scoperto, vi scorgeranno gli occhi e si allontaneranno.
Vi garantisco che certi giorni non crederete ai vostri occhi, e specie altrove diffidenti vi rimarranno tranquille a 5-7 metri dall'obbiettivo (mi è capitato quest'anno di non poter fotografare delle Sgarze ciuffetto in caccia perche entro il minimo range di messa a fuoco del teleobiettivo).

Solamente quest'anno ho fotografato, in questa zona:
Cavalieri d'Italia, Spatole, Alzavole, Fenicotteri, Cigni reali, Volpoche, Falchi di Palude, tutte le specie di aironi presenti in Italia tranne che l'airone Schistaceo, molte specie di limicoli, Svassi, Cormorani, Martin pescatori e non so cos'altro.
Naturalmente bisogna considerare che si sta parlando sempre di animali selvatici e quindi sarà necessario adoperare alcune accortezze.
Innanzi tutto il principio essenziale è che si deve recare il minor disturbo possibile egli animali.
Succede spesso che alcuni fotografi molto poco rispettosi entrino dentro la palude magari mimetizzandosi con i teli. Queste sono le occasioni in cui non si farà nemmeno una foto perchè non ci sarà un solo uccello in giro. Al massimo ci si può mettere per terra davanti alle automobili con il telo sopra per abbassare il punto di ripresa. Gli animali non scomporanno la sagoma umana da quella dell'automobile. Quindi riassumendo non entrate assolutamente all'interno degli stagni cosa tra l'altro vietata poichè si è in un parco nazionale.
Come detto sopra bisogna rimanere tassativamente dentro l'automobile. E' incredibile ma ho verificato che basta aprire lo sportello di pochi centimetri perchè gli animali si allarmino e fuggano.
Considerate che si tratta di un sito al lato di una strada, ed anche molto aperto, per cui uno dei problemi maggiori è dato dalle persone che transitano a piedi o in bicicletta. Viene da se che occorre scegliere ore e giorni tranquilli. Per cui, anche se non è la regola, non aspettatevi grandi cose in mezzo alla giornata, d'estate e di domenica. Però vi garantisco che se siete pronti all'alba, anche in questi giorni potrete avere belle sorprese. Tra l'altro la luce all'alba (diciamo fino alle 8.00 d'estate) è spettacolare e posta prorio dietro di voi.

Una attenzione particolare è da porre per i periodi di migrazione (quindi primavera ed autunno inoltrato). Qui sostano spesso animali appena arrivati dal mare in migrazione che sono stanchissimi e quindi saranno ancora più confidenti. Quest'anno, il 7 marzo si sono fermati tre fenicotteri (due adulti ed un immaturo) che hanno fatto un vero show (compresi atteggiamenti di corteggiamento e di display) per me ed altri due fotografi che erano lì.

Un'ultimo avvertimento: nella zona vi sono alcuni falchi di palude stanziali ed inoltre ci si trova proprio sulla direttrice che collega la zona di S. Andrea ed i pantani allagati circostanti, ricovero inviolabile di moltissimi animali, con il lago di Caprolace dove molte specie vanno a pescare. Quindi all'alba ed al tramonto soprattutto, occhi al cielo e tempi veloci. Per esempio, da novembre a marzo, si assiste ogni sera al rientro dei cormorani dalla pesca e, a volte, sono stormi di centinaia di individui.
Infine due parole sulla zona dei pantani a sud di quella che ho descritto. Alle spalle (a sud) di questi stagnoli, vi è una zona di canneto molto vasta con all'interno impaludamenti molto estesi d'inverno.
Questi sono i Pantani d'Inferno veri e propri. E' un'area dove sostano a volte centinaia e centinaia di volatili di tutti i tipi. Ma è zona assolutamente da evitare. Primo perchè non è semplice raggiungere posizioni da cui fotografare. Poi perchè si reca disturbo certo agli animali ed infine perchè vi assicuro che i forestali del parco sono molto attenti. Mi è capitato di trovare appostamenti (curo il database naturalistico della provincia di Latina e quindi ho accesso a queste zone) più o meno evidenti. La zona è protetta. Quindi, per il vostro bene, evitate!!
Bene:
Spero che questo post possa servire a qualche amico per poter passare una giornata in natura e portare a casa qualche bella fotografia.
Se comunque qualcuno volesse venire a fotografare nel parco mi farà sempre piacere accompagnarlo compatibilmente con i miei impegni (contatti sulla mail indicata nel sito


